Torta di spinaci

Si chiama torta agli spinaci, ma non è un dolce ovviamente, anche se, sembra strano dirlo, la base di questa torta è fatta di pasta frolla. Come? Pasta frolla con gli spinaci, direte voi. Forse è vero, ma stavolta fidatevi di noi e vi proporremo un piatto perfetto per il vostro pic nic: gustoso, veloce da preparare, buono sia caldo che freddo e facile da porzionare e trasportare. E anche davvero particolare e originale. C’è bisogno di dire altro? No, resta solo da mettersi ai fornelli! Dosi per 4 persone, come sempre.

Visto che la preparazione è un po’ articolata, solo per questa volta vi permettiamo di usare la pasta frolla pronta, ma non vi ci abitutate…! Prendete quindi una confezione di pasta frolla congelata e stendetela su una tortiera imburrata pizzicando i bordi. Appoggiate sulla pasta un foglio di alluminio e su questa una manciata di fagioli secchi. Mettete il tutto in forno a 180° per 30 minuti o fino a che la pasta apparirà ben dorata. Estraete la pasta frolla ed elimitate il foglio di alluminio e fagioli.

Intanto pulite, lavate e lessate 800 grammi di spinaci usando solo l’acqua trattenuta dalle foglie e poco sale, poi strizzateli e tritateli assieme ad una manciata di foglie di maggiorana fresca.
In una casseruola fate rosolare 70 grammi di burro e unite una cipolla affettata sottile, poi aggiungete gli spinaci e la maggiorana tritati, 30 grammi di pinoli, altrettanti di uvetta precedentemente ammorbidita in acqua tiepida e poi strizzati, e 6 cucchiai di panna liquida. Lasciate cuocere per circa 10 minuti. Fate poi rosolare in un piccolo tegame 100 grammi di pancetta a fettine con un po’ d’olio e deponetele sulla pasta frolla cotta, versandovi sopra il composto di spinaci e maggiorana.

Infine, tagliate 200 grammi di formaggio a fette a quadratini piccoli e diponeteli sulla torta, passando poi il tutto nel forno caldo a 180° per pochi minuti, dato che tutti gli ingredienti sono già cotti, giusto per far sciogliere il formaggio e farlo leggermente abbrustolire.

Tirate fuori la torta dal forno, lasciatela raffreddare ed estratela dalla tortiera. Fatela poi a fette e riponetele in un apposito contenitore da trasportare nel vostro frigo portatile. Potete scegliere il vostro frigo portatile ideale su questo sito a tema di Mini Frigo.

L’olio e i suoi usi

L’olio è il grasso vegetale che più di ogni cosa simboleggia nel mondo la cucina mediterranea…la qualità italiana, riconosciuta per il suo aroma e sapore di diversa varietà, rappresenta un’eccellenza indiscussa nel panorama culinario mondiale.

In tutte le nostre cucine e nei nostri ristoranti trova posto questo condimento dalle qualità organolettiche eccezionali: contenuto in bottiglie multiformi ed invitanti per un pronto utilizzo al tavolo anziché nelle bustine monouso per una cucina “take awey”, spesso non desta la giusta attenzione ed importanza.

L’odore deve essere di olive fresche, il sapore leggermente amaro ed equilibrato, non deve pizzicare, soprattutto alla gola e… se ne versate una goccia su un piatto, questa non deve espandersi subito ma… piano piano.

Se avete la possibilità di viaggiare, consiglio sempre di arricchire la vostra dispensa con oli locali, di origine e natura diversa.

Nella zona del Garda e Como viene prodotto un olio fine, adattissimo per il pesce bianco e insalate.

Quello ligure è sempre delicato ma più profumato.

Se scendiamo, troviamo quello Emiliano dal sentore più marcato: il migliore a parer mio è quello delle colline di Brisighella, fantastico per le paste, minestre di legumi e carni rosse.

In Toscana troviamo il re dell’olio più marcato, ideale per una cucina ricca che trova le sue radici nelle carni rosse, formaggi, minestre e paste con sapori forti … per non parlare poi dei salumi …

Famoso è quello Abruzzese e Marchigiano, meno fluido ma con ottimo gusto.

Saporiti, e per me classici, il Viterbese e il Calabro (quest’ultimo da “ammorbidirsi” per il pizzicorino che suscita in gola.

La Puglia è la regione che produce più olio, le olive sono enormi e succose, molto forti e acide.

L’olio a parer mio di eccelsa qualità é quello isolano, con eccellenze nella mia Sicilia: infatti la maggior parte degli uliveti Siciliani si trovano sopra i 600 metri e pertanto, meno soggetti ad attacchi di parassiti, più produttivi di olive poco grasse e con toni giusti di acidità.

Regole fondamentali per l’utilizzo di olio in cucina:

Mai e poi Mai versare olio su superfice calde… brucerebbe immediatamente, creando solo una nuvola di fumo e diventando tossico.

Non cuocete mai e poi mai carni e pesce nell’olio ma ungeteli prima di poggiarli nella padella calda.

Le fritture sono eseguite con oli poveri poiché l’olio di oliva modificherebbe il sapore del prodotto finale.